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FONTI:
I vantaggi dell’artroplastica rispetto alla fusione spinale
Quando la terapia fisica e i farmaci falliscono nella terapia del
dolore lombare cronico, ai pazienti spesso viene proposta la chirurgia di fusione vertebrale come
ultima ratio.
Due recenti studi mostrano ora che in alcune situazioni, specialmente quando sono coinvolti i
dischi vertebrali, l’artroplastica può dare migliori risultati a lungo termine e a basso costo.
È quanto concludono due studi pubblicati sul SAS Journal, organo ufficiale dell’I
nternational Society for the Advancement of Spine Surgery e della Society for Minimally Invasive
Spine Surgery.
I due studi hanno confrontato l’artroplastica con il più comune intervento di fusione per
trattare la discopatia degenerativa: il primo [1] ha coinvolto 209 pazienti, seguiti
successivamente a intervalli regolari per quattro anni presso il Cedars-Sinai Medical Center di Los
Angeles, in California; il secondo [2] ha considerato 53 pazienti, focalizzandosi in particolare
sulla lunghezza della degenza ospedaliera e sulle risorse utilizzate presso il St. John's Health
Center in Santa Monica, California.
Secondo quanto riportato, i costi per l’artroplastica risultano inferiori del 49 per cento
rispetto a quelli della fusione spinale e a quattro anni dall’intervento i pazienti con disco
artificiale hanno una probabilità di quattro volte inferiore di incorrere in un secondo intervento
rispetto a quelli che hanno subito un intervento di fusione spinale.
Tra i parametri valutati nel corso dello studio prima e dopo l’intervento vi sono la
flessibilità della colonna, il deficit fisico e neurologico e il livello di dolore. Miglioramenti
sono stati registrati per tutte le procedure chirurgiche, con un lieve vantaggio per l’a
rtroplastica.
Per quanto riguarda la soddisfazione riferita dal paziente a quattro anni dall’intervento,
circa l’88 per cento dei pazienti che hanno subito un’artroplastica ha dichiarato di essere da
molto a completamente soddisfatto, contro il 76 per cento dei pazienti che hanno subito la fusione
spinale. “Il dolore di schiena è la quinta più comune causa di ricovero ospedaliero e la terza più
comune per intervento chirurgico”, ha commentato Rick B. Delamarter, chirurgo ortopedico e
direttore del Cedars-Sinai Spine Center, coautore di entrambi i lavori.
“Si stima che i costi per cure sanitarie ammontino a 91 miliardi di dollari all’anno, senza
contare i costi sociali e quelli indiretti, come le giornate di lavoro perse: è importante riuscire
a sviluppare procedure chirurgiche con un rapporto costo/efficacia favorevole senza rinunciare a
risultati di alta qualità”.
[ 11 maggio 2011 ]
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