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FONTE: Clinical Orthopaedics and Related Research
Stimolazione elettrica può sostituire l’utilizzo di antidolorifici nel trattamento del
dolore di fratture vertebrali
L'accoppiamento capacitivo da stimolazione elettrica (CCES) potrebbe riuscire ad alleviare il
dolore cronico nei pazienti con fratture vertebrali da fragilità.
È quanto emerso da uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Verona su 51
donne in post-menopausa con dolore da almeno 6 mesi che richiedeva l’utilizzo di farmaci
anti-infiammatori non steroidei almeno due volte alla settimana.
Ad alcune delle pazienti è stato fornito un apparecchio per la stimolazione elettrica con la
raccomandazione di utilizzarlo per minimo 10 ore al giorno per 2 mesi; alle donne restanti è stato
invece assegnato un apparecchio di controllo.
Complessivamente le donne che hanno utilizzato il CCES sono state sottoposte al trattamento per
514 ore mentre il gruppo di controllo ha seguito il trattamento per 564 ore.
Entrambi i gruppi hanno ottenuto miglioramenti nel punteggio raggiunto dal dolore su una scala
di intensità, tuttavia solo le donne trattate con CCES mostravano una correlazione significativa
tra le ore di cura e la riduzione di intensità del dolore. Inoltre le donne che sono state
sottoposte a stimolazione elettrica per alleviare il dolore hanno drasticamente ridotto il ricordo
ai farmaci anti-infiammatori fino a un mese dopo il termine del trattamento.
Resta ancora da chiarire il meccanismo di azione del CCES sul livello del dolore, ma questi
risultati forniscono un nuovo impulso all’implementazione di interventi sul dolore che evitino l’a
ssunzione continua di analgesici e la comparsa dei conseguenti effetti collaterali.
[ 12 febbraio 2010 ]
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