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FONTE: Cancer

Monitorare BMD riduce rischio fratture pelviche in donne curate con radioterapia

La densità minerale ossea dovrebbe essere costantemente monitorate in pazienti di sesso femminile che sono state sottoposte a radioterapia per un cancro cervicale, poiché potrebbero avere un rischio maggiore di fratture delle ossa pelviche.

È necessario prestare maggiore attenzione alle pazienti che sopravvivono al cancro poiché l’u tilizzo prolungato di questa terapia può avere degli effetti collaterali quali ad esempio l’o steoporosi o una maggior predisposizione a fratture pelviche.

I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 516 donne con cancro cervicale che sono state curate con la radioterapia tra il 2001 e il 2006 e che si sono sottoposte ad almeno una risonanza dopo il trattamento.

Complessivamente è risultato che il 9.6% delle pazienti aveva avuto fratture a livello pelvico, di cui l’83% al sacro, il 10% al sacro e al pube, il 3% alla cresta iliaca e il 3% al sacro e all’a cetabolo.

La maggior parte delle fratture risultavano asintomatiche, con solo il 45% delle pazienti che riferiva sintomi, più comunemente in termini di dolore.

Le fratture sono state individuate dopo un periodo in media di 14 mesi dalla radioterapia (il 38% dei casi entro un anno e l’83% entro due anni).

Le donne più soggette a incorrere in fratture erano solitamente più anziane, già in post-menopausa e con un indice di massa corporea inferiore alla media. Il rischio non risultava invece associato a fattori quali etnia, abitudine al fumo, caratteristiche del tumore, tipo e dose di radioterapia o di chemioterapia ricevuta.

Il monitoraggio della densità minerale ossea potrebbe quindi rivelarsi un utile strumento per identificare i soggetti che, dopo avere ricevuto un trattamento di radioterapia, risultano più esposti al rischio di fratture pelviche, ma serviranno ulteriori studi per capire i fattori che favoriscono l’aumento del rischio e per sviluppare nuove strategie di prevenzione e di terapia.

[ 2 febbraio 2010 ]

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