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Fonte: OrthoSuperSite
Fratture di femore: negli anni è diminuito il tasso di
mortalità In un recente studio americano è stato osservato un calo statisticamente significativo
negli ultimi 20 anni del tasso di mortalità tra pazienti che hanno subito fratture femorali sia
unilaterali che bilaterali.
Dal confronto con i dati riportati da Copeland e colleghi negli anni ’90, che indicavano un
tasso di mortalità dell’11.7% per le fratture unilaterali e del 25.9% per le fratture bilaterali, è
emersa in effetti una notevole riduzione della percentuale di pazienti deceduti in seguito a
fratture di femore. In particolare i ricercatori texani, sotto la guida di Gavin Wagenheim, hanno
esaminato 1,594 pazienti che, tra settembre del 1999 e dicembre del 2007, hanno subito fratture
unilaterali o bilaterali del femore. Sul totale del campione, 1,519 persone avevano subito una
frattura unilaterale mentre nelle restanti 75 la lesione era stata di tipo bilaterale. Il tasso di
mortalità registrato è stato del 6.7% e del 20% rispettivamente, in entrambi i casi quindi si è
verificata una riduzione di circa il 5% nei casi di morte in seguito a fratture femorali.
Dalla ricerca è emerso inoltre che l’Injury Severity Score (ISS) possa essere un indicatore
di mortalità discretamente accurato, tuttavia l’obiettivo primario dei ricercatori è di comprendere
le ragioni di questa diminuzione del tasso di mortalità per poter agire in modo da ridurlo sempre
più.
[ 18 maggio 2010 ]
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