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Fonte: Calcified Tissue International 2010, 87: 44–51
Frattura dell'anca: il rischio varia a seconda della posizione della
frattura Le cause che contribuiscono alla frattura dell'anca possono dipendere dall’esatta
posizione della rottura.
Nel corso di uno studio finlandese, durato 10 anni, è emerso che su un totale di 1681 donne
di età compresa tra i 70 e i 73 anni di età, 53 hanno subito una frattura dell'anca, di cui 32 del
collo del femore e 21 fratture di tipo trocanterico.
Le donne che non hanno subito fratture dell'anca avevano un indice di massa corporea (BMI)
più elevato di quelle (27,5 vs 25,6 kg/m2), e avevano meno probabilità di avere scarsa mobilità
funzionale, come valutato grazie al test "timed up and go ".
Nelle analisi multivariate, un indice di massa corporea elevato risulta essere un fattore
indipendente di protezione sia sul totale delle fratture considerate che per quelle del collo del
femore e trocanteriche. La scarsa mobilità funzionale predice in modo significativo il rischio
globale di frattura dell'anca e di frattura trocanterica, ma non la probabilità di subire una
frattura del collo del femore. Un buon fattore predittivo di questo genere di frattura è risultato
essere la presenza di un basso livello di attività fisica.
Un ulteriore fattore predittivo efficace per le fratture trocanteriche è risultato essere il
consumo caffè: cinque o più tazze al giorno di questa bevanda aumentano la probabilità di subire
una frattura trocanterica.
"Questi risultati suggeriscono che i fattori di rischio possono essere diversi a seconda dei
diversi tipi di frattura dell'anca. Questo significa che bisognerebbe prendere in considerazione il
tipo di frattura nella valutazione del rischio di fratture cliniche e negli studi relativi alla
prevenzione delle fratture.
Saranno tuttavia necessari ulteriori studi che coinvolgano un maggior numero di fratture per
poter confermare questi risultati.
[ 28 giugno 2010 ]
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