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Fonte: OrthoSuperSite

Artroprotesi d’anca e ginocchio: alto rischio di mortalità per pazienti con disturbi vascolari

Secondo una ricerca realizzata da alcuni medici inglesi, analizzando la storia clinica dei pazienti  sottoposti a interventi d’artroprotesi d’anca o ginocchio potrebbe essere possibile prevedere il rischio di mortalità nei 30 giorni successivi all’operazione.

Secondo i risultati ottenuti dall’equipe di ricercatori, infatti, una storia clinica pregressa di infarto del miocardio potrebbe aumentare di circa 20 volte le probabilità del paziente di andare incontro ad un decorso fatale e di conseguenza durante le fasi che precedono e quelle che seguono l’intervento il paziente dovrebbe essere considerato un soggetto a rischio.

Nello studio, presentato a Dublino dal dott. S.S. Jameson in occasione dell’Irish Orthopaedic Association Combined Meeting 2011, sono stati quindi esaminati i dati contenuti all’interno dell’Hospital Episode Statistics (una banca dati che contiene i dettagli di tutti i ricoveri effettuati nelle strutture ospedaliere pubbliche del Regno Unito con informazioni su età, sesso, età, luogo di residenza, diagnosi e decorso del ricovero dei pazienti) per le operazioni eseguite dal 2004 al 2009.
Il team ha potuto così rilevare che nei 591.996 interventi di artroprotesi d’anca e ginocchio eseguiti durante il periodo in esame, sono stati 1.334 i casi di morte entro 30 giorni dall’operazione e in tutti questi casi infarto del miocardio, arresto cardiaco, angina, fibrillazione atriale, malattie dell’apparato circolatorio periferico e diabete mellito sono da considerarsi fattori che possono aver favorito il decesso del paziente.
«Considerando i dati, possiamo dire che c’è un alto rischio di mortalità nel caso di pazienti con insufficienza renale, insufficienza cardiaca e cancro – ha dichiarato il dott. Jameson che ha guidato il gruppo di ricerca – nei casi di sindrome coronarica acuta il rischio era maggiore di 1,7 volte e si manteneva particolarmente elevato soprattutto nei primi 12 mesi successivi all’i ntervento».

[ 12 dicembre 2011 ]

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